Sigillatura dei denti

La sigillatura dei denti comprende in ordine di procedura la seconda pratica applicativa professionale nell’ambito della prevenzione primaria.

Si sente parlare di carie e di come prevenirla; la pratica odontoiatrica, nella figura dell’igienista dentale, vede l’attuazione di due momenti importanti: la fluoroprofilassi e la sigillatura dei solchi.

È noto che l’uomo possiede due tipologie di dentizione: decidua (da latte) e permanente.

Il sentire comune, accomuna alla dentizione da latte un’importanza minore, che tende in tal modo a sopperire nel trascurare tali elementi, che invece risultano fondamentali al fine di una buona occlusione permanente.

carie stefania barbieri

La perdita repentina e immediata, in seguito a processi cariosi destruenti, degli elementi decidui porta talvolta a delle conseguenze di tipo anatomico funzionale, che non lasciano una buona evoluzione dei permanenti, per i quali vi è il rischio della non eruzione in arcata, o meglio di conseguenti danni a carico della linea occlusale, che portano le arcate ad adattarsi ad una condizione non perfettamente fisiologica; per tale motivo l’estrusione di tali denti, che non trovano il giusto spazio in arcata conservato dal deciduo perduto, porta l’elemento dentario permanente a crearsi lo spazio necessario, creando un conseguente spostamento dei denti già presenti e così il successivo affollamento di tutti gli elementi dentari.

Ciò provocherà una logica e disastrosa condizione occlusale da dover in seguito recuperare mediante terapia ortodontico- gnatologica.

Non sempre le conseguenze sono tali, ma sicuramente la buona conservazione di un dente da latte pone tutti i presupposti necessari per una buona salute orale a partire dall’occlusione dei denti.

L’esempio sopra citato porta all’effetto più estremo, perciò nell’ultima decade si è diffusa sempre di più la pratica della sigillatura dei denti decidui.

La sigillatura di tali denti consiste nella loro conservazione mediante l’applicazione di uno strato di “resina” (composito) che viene applicato su tutta la superficie del dente.

sigillatura

In genere il protocollo della sigillatura si applica sui denti posteriori, cioè su quegli elementi che risultano maggiormente ritentivi alla placca batterica consentendo in maggior misura l’istaurarsi dei processi cariosi.

La normale conservazione e la naturale perdita degli elementi decidui lascerà così lo spazio necessario alla dentizione permanente sottostante per poter emergere senza alcun tipo di problema.

L’eruzione dei molari permanenti (6°, 7° , 8°), che non hanno un corrispettivo dente da latte, erompono in arcata una sola volta nella vita e perciò non appena emergono dalla gengiva si tende a sigillarli, cosicché si possano conservare integri fin quando il sigillante non si consumerà, ma si presume che in tale periodo il soggetto oramai cresciuto abbia acquisito tutte quelle competenze manuali per riuscire a mantenerlo integro secondo specifiche pratiche ed abitudini di igiene orale domiciliare.

Stefania Barbieri

Commenti
Avatar Dr.ssa Stefania Barbieri ha detto:

Grazie Veronica 🙂